La Toscana mette al bando la plastica monouso

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In Toscana è entrata in vigore la Legge Regionale n° 37 del 28 giugno 2019Misure per la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente”, che ha messo al bando i prodotti in plastica monouso nelle aree naturali protette, negli stabilimenti balneari e nelle manifestazioni pubbliche.

Con due anni di anticipo rispetto a quanto prescritto dalla Direttiva europea, che impone il ritiro dal mercato comunitario degli articoli in plastica monouso entro il 3 luglio 2021, il presidente Enrico Rossi si dichiara orgoglioso del cammino intrapreso dalla Regione per ridurre l’inquinamento di fiumi e mari. Sulla propria pagina Facebook anticipa:

Non ci fermeremo qui. Dall’autunno la plastica monouso sarà messa al bando anche nelle università, negli ospedali e in tutti gli enti che dipendono dalla Regione. Sembra poca cosa ma parliamo di decine di migliaia di oggetti in plastica che tutti i giorni spariranno dalle mense e dai distributori automatici della Toscana. Chi vi dice che non si può fare nulla contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici dice una sciocchezza. Si può fare molto e le Regioni, come ha fatto la Toscana possono sfidare i governi nazionali a fare di più e meglio”.

La legge prevede un periodo di transizione per permettere agli operatori di smaltire i prodotti giacenti in magazzino, con il limite ultimo del 31 dicembre 2019, oltre il quale il divieto sarà generalizzato. Le prescrizioni valgono anche per le attività ristorative all’interno o annesse agli stabilimenti balneari, bar inclusi. Il divieto vige anche nelle spiagge libere toscane, per le quali è prevista l’installazione cartelli di divieto e di contenitori per la raccolta differenziata. L’alternativa ai prodotti in plastica monouso sarà necessariamente il ricorso ad articoli di uso equivalente in materiale compostabile.

La legge, nata su proposta della Giunta regionale guidata dal PD e integrata da un emendamento del M5S che prevede l’allargamento del divieto anche a sagre e fiere-mercato, dovrà comunque passare attraverso le ordinanze o le delibere dei 273 Comuni toscani per diventare operativa. Ai Comuni spetteranno anche le funzioni di vigilanza e controllo, affidate alla Polizia Municipale.
Le sanzioni che si applicheranno sulle spiagge, sulla base del Codice della navigazione, oscilleranno da 1.000 a 3.000 euro. Quelle nelle aree protette e nei parchi, da 100 a 1.000 euro.

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