End of waste, un’indagine alla Camera verso una disciplina nazionale

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A settembre, la Commissione Ambiente della Camera svolgerà un’indagine conoscitiva sulla normativa end of waste al fine di deliberare “lo svolgimento di specifiche missioni sul territorio nazionale”, come annunciato dal presidente della commissione Manuel Benvenuto.

I soggetti da audire saranno gli enti responsabili del rilascio delle autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti, l’ISPRA, istituti di ricerca, associazioni di categoria delle imprese e consorzi che operano nel trattamento dei rifiuti, associazioni ambientaliste, membri di authority con funzioni di regolazione, istituzioni nazionali e locali interessate, esperti ed altri eventuali soggetti che operano nel settore, inclusi i gestori dei servizi ambientali.

Obiettivi dell’indagine

L’indagine è stata deliberata il 31 luglio scorso e dovrà concludersi entro il mese di ottobre. Verrà condotta con l’obiettivo di fare il punto sullo stato attuale delle attività istruttorie finalizzate a emanare gli annunciati decreti sulla cessazione della qualifica di rifiuto relativamente a:

  • prodotti assorbenti della persona (Pap);
  • gomma vulcanizzata granulare (Gvg);
  • rifiuti da costruzione e demolizione (C&D);
  • rifiuti di gesso e pastello;
  • rifiuti di piombo;
  • plastiche miste;
  • carta da macero e pulper;
  • rifiuti inerti derivanti dallo spazzamento delle strade;
  • oli alimentari esausti;
  • vetro sanitario;
  • vetroresina;
  • ceneri da altoforno;
  • residui da acciaieria.

Oltre a portare a termine la definizione dei criteri end of waste per queste tipologie di materiali, la commissione si pone l’obiettivo di:

  1. verificare l’efficacia della disciplina transitoria vigente e i relativi standard di recupero dei rifiuti;
  2. stabilire i meccanismi di verifica dei rifiuti in ingresso negli impianti di trattamento e di controllo sui materiali risultanti, tracciando le linee guida per l’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale;
  3. definire, nel complesso, una nuova disciplina end of waste per raggiungere gli obiettivi di economia circolare prefissati a livello comunitario ovvero in grado di individuare e incentivare le più moderne tecniche di trattamento dei rifiuti, aprendo la strada agli investimenti e alle attività imprenditoriali che contribuiscono al miglioramento costante di queste tecnologie.

End of waste, il punto sui lavori in corso

Dopo la firma del decreto per il recupero dei prodotti assorbenti della persona e le vicende conseguenti al “decreto sblocca cantieri”, come abbiamo visto in questo articolo, la disciplina per la cessazione della qualifica di rifiuto attualmente “in cantiere” è la seguente:

  • decreto per il recupero della carta da macero derivante da processi dell’industria cartaria: inviato all’ISPRA per l’acquisizione del pare tecnico;
  • decreto per il recupero delle plastiche miste derivanti per lo più dalla raccolta differenziata: al vaglio dell’ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente;
  • decreto per il recupero della gomma vulcanizzata granulare: in predisposizione per l’invio al Consiglio di Stato, il quale ha richiesto il parere dell’ISPRA e dell’Istituto Superiore di Sanità dopo le prescrizioni della Commissione europea.

Tali decreti prevedono nuove applicazioni di questi materiali fino a oggi destinati a smaltimento. In particolare, plastiche e gomma vulcanizzata potrebbero essere reimpiegate nell’industria chimica, in svariati processi manifatturieri e nella composizione di conglomerati bituminosi e cementizi: solo limitandoci a pastiche e gomma, si tratta di circa 800 mila tonnellate di rifiuti annui che potrebbero, finalmente, essere reintrodotti in nuovi processi produttivi.

 

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