Fluorurati in packaging alimentare in carta e cartone: stop dalla Danimarca

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Dal 1° luglio 2020, in Danimarca il packaging alimentare e tutti gli articoli in carta e cartone destinati al contatto con gli alimenti dovranno fare a meno dei composti fluorurati. Lo ha stabilito il decreto n° 681 del 25 maggio 2020.
Di alcune di queste sostanze, infatti, è stata accertata la pericolosità per la salute delle persone e dell’ambiente, in quanto capaci di interferire con il sistema endocrino e immunitario umano ed estremamente resistenti alla degradazione in natura: sono infatti considerate inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants – POPs).

In un’indagine che si è protratta dal 2015 al 2019, l’Autorità danese per la Sicurezza Alimentare ha riscontrato la presenza dei fluorurati in circa il 50% dei campioni di imballaggi alimentari in carta e cartone esaminati. Essendovi, quindi, la possibilità che tali sostanze migrino dal packaging agli alimenti: “Quando si trovano sostanze nocive e pericolose per l’ambiente in quasi la metà delle analisi, non c’è altro modo che vietarle,” ha affermato il Ministro danese per l’alimentazione, l’agricoltura e la pesca Mogens Jensen.

Che cosa sono i composti fluorurati e perché si utilizzano?

Lo abbiamo visto in questo articolo. I composti fluorurati sono un gruppo di molecole utilizzate per rendere più resistenti e durevoli un’ampia gamma di materiali, impiegate soprattutto nella produzione di materiali a contatto con alimenti e, in particolare, nel packaging alimentare.
Gli imballaggi, infatti, devono proteggere la qualità e l’integrità del cibo, prolungandone il ciclo di vita e garantendone l’igiene durante il trasporto. Un compito complesso che richiede performance elevate, garantite proprio da questa categoria di composti chimici, che riescono a rendere i materiali a base di cellulosa resistenti all’acqua e alle sostanze oleose. Confezioni per pop-corn e muffin, sacchetti per hamburger, carta da forno e imballaggi simili: sono questi i prodotti ad avere il più alto contenuto di sostanze fluorurate e ad essere finite nel mirino delle autorità danesi.

Il veto danese ai composti fluorurati

Il veto danese giunge dopo un dibattito protrattosi per quasi un anno, in seguito ai risultati dell’indagine dell’Autorità danese per la Sicurezza Alimentare di cui sopra. Nell’ottobre 2019 l’Università Tecnica della Danimarca (DTU), in linea con i più recenti pareri dell’European Food Safety Authority (EFSA), ha infine espresso seria preoccupazione nei confronti degli acidi perfluoroalchilcarbossilici (PFCA) e gli acidi perfluoroalchilsolfonici (PFSA), dimostrando come i PFCA con lunghezza di catena da C4 ad almeno C11 siano in grado di attivare recettori endocrini nell’essere umano, con la conseguente probabilità di causare danni all’apparato riproduttore.
Sempre secondo la DTU, i PFSA con lunghezza di catena pari a C6 e C8, invece, possono interferire con il sistema immunitario e danneggiare i polmoni. Inoltre, si è osservato come un’esposizione simultanea a PFCA e PFSA possa provocare un temibile effetto cocktail, aggravando quindi i danni sulla salute umana.
La DTU ha inoltre dimostrato sperimentalmente come tali sostanze possano migrare dagli imballaggi in carta e cartone sugli alimenti che contengono, arrivando così a contaminare le persone.
Dopo una prima fase in cui si è cercato di limitare l’uso di queste sostanze attraverso provvedimenti meno invasivi, tra cui la sensibilizzazione di produttori e consumatori, la Danimarca ha continuato a registrare un’importante presenza di tali sostanze sul mercato. Si è allora reso necessario un provvedimento più restrittivo, giungendo così al divieto che scatta il 1° luglio 2020.
In questo modo, la Danimarca si propone di ridurre il rischio di esporre i propri cittadini alle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche che possono migrare sugli alimenti dai materiali in carta e cartone ad essi destinati.

Che cosa faranno gli altri paesi?
Indubbiamente, in Europa la questione “composti fluorurati” è lontana dall’essere risolta e si protrarrà a lungo prima di giungere a soluzioni condivise. Non resta che tenersi pronti ai prossimi aggiornamenti!

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