Stoviglie e altri articoli in bambù per alimenti: come garantirne la sicurezza?

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Stoviglie di bambù che passione! Impossibile non essersi imbattuti, di recente, in qualcuno che ne parla in modo entusiasta. Soprattutto per i bambini, si presentano come alternativa allettante ai classici piatti, bicchieri e posate di plastica: leggeri e resistenti, colorati, all’apparenza naturali ed ecologici. In realtà, si tratta di materiali a contatto con alimenti da maneggiare con attenzione.
Contengono, infatti, percentuali assai limitate di questi materiali naturali – fatto che ne compromette la riciclabilità e, dunque, la presunta eco-compatibilità – e il modo in cui questi sono amalgamati alle tradizionali sostanze plastiche aumenta la probabilità di migrazione di sostanze tossiche negli alimenti con cui vengono a contatto, rappresentando un serio rischio per la salute di chi ne fa uso. Come se non bastasse, una comunicazione di marketing volutamente ingannevole e un’etichettatura poco chiara fanno il resto, inducendo i consumatori a credere erroneamente che si tratti di prodotti sicuri e sostenibili.

bambù

Il parere della Commissione europea sul bambù

È per questo che la Commissione europea ha ritenuto necessario esprimersi sulla questione, ribadendo che gli additivi a base di bambù non sono esplicitamente autorizzati, sul mercato comunitario, nella fabbricazione di materiali plastici destinati a contatto con gli alimenti e raccomandando, agli operatori di settore, di verificare la sicurezza dei propri prodotti attraverso test di migrazione.

Questo è quanto emerso nel corso dell’ultima relazione della Commissione sull’argomento, pubblicata nell’agosto scorso: riporta le considerazioni emerse nella discussione del 23 giugno 2020 tenutasi all’interno del Novel Food and Toxicological Safety of the Food Chain del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PPFF).
La riflessione si è mossa della prima discussione della Commissione europea sui MOCA contenenti bambù, pubblicata a luglio 2019. Lì era stato ipotizzato come, pur non essendo esplicitamente autorizzato dal Regolamento 2011/10/UE, l’uso di additivi in bambù per i materiali plastici destinati al contatto con gli alimenti potrebbe essere autorizzato considerando tali materiali appartenenti alla classe “farine e fibre di legno non trattate” (sostanza FCM n° 96).
Considerazione che, tuttavia, restava in dubbio, essendo il bambù un’erba della famiglia delle graminacee e non una pianta a fusto legnoso, rendendo necessari ulteriori chiarimenti.

Il parere EFSA sui MOCA contenenti fibre di bambù

Nel novembre 2019 si è quindi espressa l’EFSA, concludendo che, a oggi, non si dispone di informazioni sufficienti per ritenere sicuro l’uso di farina e fibre di legno per la fabbricazione di MOCA in plastica. Dunque, la sicurezza di tali sostanze deve essere valutata “caso per caso” tenendo conto, oltre alla tipologia dell’additivo, anche dell’origine della sostanza, delle lavorazioni subite e del trattamento finalizzato alla compatibilità con il polimero ospite, nonché della valutazione dei costituenti a basso peso molecolare che possono migrare negli alimenti.
L’EFSA ha, inoltre, chiarito come tale conclusione debba essere applicata anche ad altri materiali vegetali oltre alle fibre di bambù.

Additivi in bambù: manca la conformità

In seguito al parere dell’EFSA, gli esperti del gruppo di lavoro FCM della Commissione europea (WG-FCM) hanno stabilito come non sia possibile applicare agli additivi derivanti dalla famiglia delle graminacee l’autorizzazione, a oggi vigente, per la sostanza MCA n° 96. Ne consegue che non esiste alcuna norma che autorizzi l’uso della farina o delle fibre di bambù come additivo ai MOCA in plastica e che, come affermato esplicitamente dalla Commissione, quando si impiegano tali additivi nella composizione di un polimero, il materiale risultante è ancora plastica e deve, pertanto, essere conforme alla normativa food contact per i materiali plastici.
Ne consegue che, essendo il bambù macinato o la sua farina un additivo attualmente non autorizzato da tale normativa, i materiali destinati al contatto con alimenti che lo contengono non sarebbero conformi ai requisiti di cui al Regolamento 2011/10/UE per l’immissione sul mercato comunitario. Considerazione che gli esperti WG-FCM applicano esplicitamente anche ad “altre specie legnose” e ad altri “materiali vegetali”, qualora non coperti da autorizzazioni specifiche.

Additivi in bambù: ci sono rischi per la salute?

Di per sé, trattandosi di un materiale naturale, il bambù o le sue fibre e farine non rappresenterebbero un rischio per la salute. Tuttavia, essendo spesso materiali di scarsa qualità o di provenienza sconosciuta, contenendo impurità o altre sostanze contaminanti e potendo, così, contribuire alla formazione di prodotti di reazione o decomposizione non previsti, oppure potendo il materiale deformarsi e provocare alterazioni superficiali pericolose, possono costituire un rischio per la salute dei consumatori.
Inoltre, l’EFSA e gli esperti del WG-FCM sottolineano come, se utilizzati a livelli elevati, gli additivi in bambù possano rappresentare un rischio “di particolare preoccupazione” in quanto in grado di modificare le proprietà di migrazione delle sostanze plastiche ospiti, anche in presenza di altri materiali vegetali.
In particolare, la Commissione segnala come studi recenti abbiano rilevato in tali materiali la presenza, e la possibile migrazione a livelli preoccupanti, di sostanze pericolose per la salute quali la melammina e la formaldeide.

Forchette di bambù: sono sicure?

MOCA in bambù: chi ne è responsabile?

A fronte di queste considerazioni, gli esperti del WG-FCM hanno ribadito come sia responsabilità degli operatori economici cioè di produttori, trasformatori, importatori e commercianti garantire che i materiali e gli articoli contenenti bambù, incluse le sostanze usate per la loro produzione, siano idonei al contatto alimentare.
Di conseguenza, se si prevede che tali articoli contenenti fibre o farina di bambù siano destinati a contenere o entrare in contatto con alimenti, in particolare zuppe calde e cibi liquidi ad alto contenuto lipidico, è opportuno che siano testati per tale uso utilizzando i simulanti appropriati al fine di ottenere prove documentali da inserire nella Dichiarazione di conformità e da presentare alle autorità competenti nell’eventualità di controlli o ispezioni.

MOCA in bambù: cosa fare in attesa di norme specifiche?

Come osservato da alcuni Stati membri, pur espresso da un working group in seno alla Commissione europea, al momento disponiamo soltanto di un parere scientifico e non di un testo giuridico cui far riferimento. Dunque, come comportarsi in attesa che siano formulate deroghe o norme specifiche, magari attraverso un emendamento al Regolamento 2011/10/UE?
Al momento ci sono più di 50 notifiche RASFF che evidenziano il rischio “di particolare preoccupazione” di migrazione di formaldeide (CAS 50-00-0) da questo tipo di prodotti, di cui oltre il 10% supera i limiti consentiti di migrazione per più di un fattore – questa è una delle notifiche più recenti. Se a tale evidenza si aggiungono l’etichettatura e la comunicazione di marketing spesso fuorvianti per non dire fraudolente, ecco accertarsi della sicurezza di tali prodotti diventa essenziale per tutelare sia la salute dei consumatori e dell’ambiente sia la continuità del proprio business.

In assenza di norme specifiche, è quindi necessario diffondere la corretta consapevolezza presso gli operatori che trattasi di MOCA in materiale plastico e che, dunque, la prima misura di prevenzione consiste nell’eseguire test analitici per verificarne la conformità al Regolamento 2011/10/UE in quanto tali, ovvero materiali plastici, proprio come suggerito dal WG-FCM.

Il nostro laboratorio MOCA è sempre a tua disposizione per garantire la conformità dei tuoi materiali a contatto con gli alimenti e aiutarti ad affrontare il mercato nazionale e internazionale prevenendo rischi e sanzioni. Contatta i nostri esperti compilando questo form, un mondo migliore, insieme, è possibile!

 

Fonti

Food Packaging Forum, Bamboo in plastic FCMs not authorized in the EU

Food Packaging Forum, EFSA opinion on wood flour and fibres

RASFF Portal, Notifications List

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