Materiali a Contatto con Alimenti (MOCA): come produrli in modo conforme alla normativa nazionale e europea

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La percezione dell’importanza della sicurezza alimentare è in costante crescita. Non si tratta di un fenomeno puramente mediatico: ogni singolo consumatore, anch’io che scrivo e voi che leggete, fa sempre più attenzione a quello che mangia e beve. Leggiamo le etichette, orientiamo gli acquisti verso i prodotti che riescono a guadagnare la nostra fiducia.
In questi ultimi dieci anni, l’attenzione dei consumatori si sta concentrando anche sul tipo di packaging che protegge alimenti e bevande che vengono considerati, a ragione, un fattore di rischio per la sicurezza alimentare del contenuto. Vediamo insieme, allora, quali sono le regole per produrre e gestire correttamente i Materiali a Contatto con gli Alimenti, i cosiddetti MOCA.

 

La normativa nazionale

In Italia è in vigore da più di quarant’anni il Decreto Ministeriale (DM) 21 marzo 1973, una norma davvero completa e fonte di ispirazione anche per il Legislatore europeo. Il DM disciplina tutti gli aspetti della produzione e dell’impiego dei MOCA, in un’ottica di prevenzione di possibili rischi di contaminazione degli alimenti e delle bevande destinate a contatto con essi.

Negli anni, questa norma è stata oggetto di centinaia di modifiche, per allinearsi al progresso scientifico, all’evoluzione del mercato, alle innovazioni nell’impiego dei nuovi materiali per il packaging a contatto con alimenti e delle macchine per produrli. Un’eccellente norma, ma poco applicata.

 

La normativa europea

Risale al 2004 la pubblicazione del Regolamento CE 1935/2004 che definisce, per tutti gli Stati membri della Unione europea, regole generali sulle modalità di produzione e impiego dei MOCA. Un regolamento che non aggiunge nulla a quanto già previsto in Italia dal DM del 1973.

Nel 2008 entra in vigore il Regolamento CE 2023/2006 che introduce una forte novità anche per gli operatori del settore MOCA italiani.
Ciascun operatore deve adottare e attivare, monitorandone l’efficacia, un Sistema di Assicurazione della Qualità (SAQ) per garantire che i MOCA immessi nella filiera di utilizzo siano conformi alle previsioni della normativa.

 

Come produrre MOCA conformi

Il settore degli operatori MOCA è davvero vasto. Non coinvolge soltanto chi produce i semilavorati a partire da materie prime: sono operatori MOCA i “converter” e i distributori a utilizzatori professionali. Lo sono anche gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) che sottopongono, prima del loro utilizzo, i MOCA a ulteriori trasformazioni: tutti i produttori di acque e bevande in bottiglie di materiale plastico, tutti i produttori di conserve in barattolo di banda stagnata e molti altri.

La normativa sui Materiali a Contatto con gli Alimenti è molto puntuale ma anche assai vasta e in continua evoluzione. A seconda del tipo di materiale che viene utilizzato a contatto con l’alimento, esistono norme specifiche di valenza europea o soltanto per uno degli Stati membri.
Le tipologie di controllo di processo che possono essere realizzate (SAQ) differiscono a seconda della complessità del processo produttivo cui esse si riferiscono e del tipo di materiale lavorato. È opportuno che l’operatore MOCA, che non ha ancora un proprio SAQ, ne realizzi uno tarato sulle proprie necessità quanto prima.

Il Decreto Legislativo 29/2017 ha introdotto pesanti sanzioni per chi non ha allestito e attuato un SAQ e l’obbligo di registrarsi presso la ASL competente sullo stabilimento, laboratorio, negozio dove si svolge attività di un operatore MOCA.

 

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