Regolamenti REACH e CLP: come gestire le ispezioni in azienda

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I controlli in azienda ai sensi dei regolamenti 1907/2006 (REACh) e 1272/2008 (CLP) vengono effettuati in funzione del loro ruolo ricoperto dalle aziende nell’ambito della catena di approvvigionamento.

Il Regolamento REACh demanda la definizione del piano dei controlli, la sorveglianza e il sistema sanzionatorio ai singoli Stati Membri (cfr. art. 126 del Regolamento REACh).

Con la pubblicazione del D.Lgs. 133/2009 (pubblicato in G.U. n. 222 del 24 settembre 2009), relativo alle sanzioni applicabili in materia di non ottemperanza alle disposizioni del Regolamento 1907/2006, e dell’Accordo della “Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano” (di seguito Accordo Stato-Regioni), sono stati definiti, a livello nazionale, tutti gli elementi necessari per l’avvio del programma da parte del Ministero della Salute, Autorità Competente designata per il REACh in Italia.

Cosa viene controllato dalle ispezioni?

Al fine di gestire tecnicamente al meglio le ispezioni è necessario conoscere cosa è previsto che venga controllato, in base a quanto disposto nell’Accordo Stato Regioni, durante le verifiche:

  • Avvenuta pre-registrazione o registrazione, proposte di test, notifica ed autorizzazione ai sensi del regolamento REACh;
  • Osservanza delle restrizioni stabilite ai sensi dell’art. 67 del Regolamento REACh;
  • Esistenza ed efficacia di un sistema di gestione e controllo, da parte di tutti gli attori della catena d’approvvigionamento, relativo ai seguenti aspetti del Regolamento REACh:

–   Prescrizioni per la pre-registrazione e la registrazione;

–   Relazione sulla sicurezza chimica, ove prevista;

–   Verifica della completezza dei dati riportati nella scheda di dati di sicurezza;

–   Verifica della presenza dell’allegato alla scheda di dati sicurezza, contenente la sintesi degli Scenari di Esposizione qualora prevista la Relazione sulla Sicurezza Chimica (CSR);

–   Verifica dei dati contenuti nella Valutazione della Sicurezza Chimica (CSA) in conformità alle condizioni di produzione, importazione, uso ed immissione sul mercato della sostanza in quanto tale, contenuta in miscele o in articoli;

–   Verifica dell’applicazione delle Misure di Gestione del Rischio (MMS) previste e della loro efficacia;

–   Avvenuta comunicazione delle informazioni lungo la catena di approvvigionamento;

–   Corrispondenza e completezza delle informazioni contenute sia nella scheda di dati di sicurezza sia nelle etichette applicate sulle confezioni di sostanze e miscele;

  • Il rispetto dei termini disposti in una concessione di autorizzazione.

Come nel caso del REACh, anche il Regolamento CLP demanda la definizione del piano dei controlli, la sorveglianza e il sistema sanzionatorio ai singoli Stati Membri (cfr. art. 47 del Regolamento CLP).

Il decreto relativo alle sanzioni applicabili in materia di non ottemperanza alle disposizioni del Regolamento CLP è il D.Lgs. 186/2011.

Le attività di controllo, definite dal piano nazionale controlli, prevedono, tra le altre, le seguenti verifiche:

  • Verifica degli obblighi generali di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele;
  • Verifica degli obblighi di notifica all’ECHA;
  • Verifica della conformità con gli obblighi di conservazione delle informazioni

Partendo dai documenti per cui è definita una disciplina specifica è opportuno ricordare che tali documenti, tra l’altro, servono a documentare il rispetto dei seguenti obblighi:

  • Applicare e raccomandare misure di riduzione dei rischi (art. 14.1-14.2 del Regolamento REACh);
  • Effettuazione, da parte dell’utilizzatore, della valutazione della sicurezza chimica con conseguente individuazione di misure di riduzione dei rischi (art. 37 del Regolamento REACh).

Le modalità di stesura e di gestione di tali documenti sono disciplinate:

  • Dal Titolo IV e dall’Allegato II del Regolamento REACh e successive modifiche, per quanto riguarda le SDS;
  • Dall’art. 14 e Titolo V del Regolamento REACh, con riferimento alla CSR.

In particolare, si evidenzia che, secondo quanto definito dall’art. 31 del Regolamento REACh, la SDS deve essere fornita nelle lingue ufficiali degli Stati Membri sul cui mercato la sostanza o la miscela sono immessi.

Tale obbligo, dunque, ricade sul fornitore; tuttavia, l’acquirente della sostanza o miscela che voglia continuare ad utilizzarla in attesa che il produttore gli fornisca la dovuta traduzione, può legittimamente procedere autonomamente alla traduzione almeno delle parti della SDS che risultino essenziali per rendere disponibili ai lavoratori/consumatori le informazioni su sostanze e miscele che utilizzano e con cui vengono a contatto. In tal caso, però, è opportuno precisare che graverebbe su di lui anche la responsabilità derivante da eventuali errori connessi alla operazione di traduzione.

Con riferimento agli altri adempimenti burocratici per i quali è prevista una sanzione, ma riguardo i quali non sono definite norme specifiche di dettaglio è opportuno precisare che esistono ulteriori documenti che possono risultare di supporto per attestare il corretto adempimento agli obblighi di legge.

Si tratta, ad esempio, di:

  • Comunicazioni a valle della catena di approvvigionamento per le sostanze in quanto tali o in quanto componenti di miscele per le quali non è prescritta una scheda dati di sicurezza, così come previste dall’art. 32 del Reg. REACh;
  • Comunicazioni dal Produttore/Importatore all’Agenzia e al proprio utilizzatore a valle sugli usi sconsigliati (obbligo definito dall’art. 37 co. 3)
  • Notifiche di cessata fabbricazione o importazione ai sensi dell’articolo 50, co. 2 e 3, del Reg. REACh;
  • Comunicazione all’ECHA della presenza nell’articolo di sostanze incluse in candidate list non oltre 6 mesi dall’inclusione;
  • Notifica all’ECHA dell’utilizzo conforme all’autorizzazione entro 3 mesi dalla prima fornitura;
  • Invio di informazioni da parte del fornitore, su richiesta del consumatore, sulla sicurezza d’uso dell’articolo che contiene sostanze in candidate list entro 45 giorni dalla richiesta.

Si ritiene opportuno ricordare che ai sensi dei Regolamenti REACh (art. 36) e CLP (art. 49) i fabbricanti, gli importatori, gli utilizzatori a valle e i distributori sono tenuti a conservare e tenere a disposizione tutte le informazioni di cui necessitano per assolvere gli obblighi del Regolamento per un periodo di almeno dieci anni dopo che ha fabbricato, importato, fornito o utilizzato per l’ultima volta la sostanza o la miscela.

 

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