Regolamento CLP: come classificare, etichettare e imballare le sostanze pericolose?

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Il Regolamento 2018/1272/CE cosiddetto “CLP”, dall’acronimo inglese Classification, Labelling and Packaging, è entrato in vigore il 20 gennaio 2019 allo scopo di allineare la normativa UE relativa a classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose al sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze (GHS – Globally Harmonized Sistem of classification and labelling of chemicals) delle Nazioni Unite.

Che cosa impone il Regolamento CLP?

Il Regolamento CLP specifica come i fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori a valle devono classificare, etichettare e imballare le sostanze chimiche prima di immetterle sul mercato europeo qualora soddisfino una di queste condizioni:

  1. La sostanza o la miscela sia classificata come pericolosa;
  2. Una miscela, anche se non classificata come pericolosa, sia elencata nella parte 2 dell’allegato II del Regolamento CLP: in tal caso devono essere applicati gli elementi dell’etichettatura supplementare.

Sancisce, inoltre, l’obbligo di inviare la notifica di classificazione ed etichettatura di tali sostanze e di quelle soggette a registrazione secondo il Regolamento REACh, all’inventario delle classificazioni e delle etichettature (inventario C&L) presso l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA).

Come classificare le sostanze chimiche?

La classificazione è il punto di partenza per determinare se una sostanza o miscela presenti proprietà che permettano di identificarla come pericolosa e rappresenta, dunque, una fase di estrema importanza ai fini di una gestione sicura e ottimale.
Il Regolamento CLP prevede che la classificazione delle sostanze pericolose debba avvenire attraverso due modalità:

  1. Classificazione armonizzata (allegato VI): Si applica alle sostanze più pericolose quali quelle cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione o sensibilizzartici delle vie respiratorie, biocidi e prodotti fitosanitari. Per tali sostanze, la classificazione è stata definita a livello europeo (appunto, “armonizzata”) ed è giuridicamente vincolante per tutti i fornitori delle rispettive sostanze immesse sul mercato in quanto tali o come componenti di miscele.
  2. Auto-classificazione (allegato I): Si applica alle sostanze e miscele per le quali non è disponibile una classificazione armonizzata relativa alla classe di pericolo specifica. Nel caso in cui una miscela includa anche una sostanza con classificazione armonizzata, le relative informazioni devono comunque essere incluse nella classificazione della miscela. L’auto-classificazione avviene attraverso le seguenti fasi:
  3. si raccolgono i dati disponibili relativi alle sostanze e alle miscele in esame;
  4. si verifica l’attendibilità delle informazioni acquisite;
  5. si valutano queste informazioni sulla base dei criteri di classificazione;
  6. si stabilisce la classificazione;
  7. qualora si reperiscano o si rendano disponibili nuove informazioni, si riesamina la classificazione.

Come imballare le sostanze chimiche?

Il Regolamento CLP prescrive che l’imballaggio di prodotti contenenti sostanze o miscele pericolose debba avere le seguenti caratteristiche:

  • Deve essere concepito e realizzato in modo da impedire che il contenuto fuoriesca e che i materiali utilizzati deteriorino il contenuto;
  • Il disegno dell’imballaggio non deve attirare la curiosità dei bambini;
  • Il disegno e le informazioni sull’imballaggio non devono indurre in errore i consumatori.

Come etichettare le sostanze chimiche?

Una volta classificata una sostanza o una miscela come pericolosa, i pericoli identificati devono essere comunicati a tutti gli attori della catena di approvvigionamento e ai consumatori finali.
L’etichettatura dei pericoli serve proprio a questo scopo: comunicare la classificazione di pericolo ai successivi operatori e utilizzatori della sostanza o della miscela, in modo da avvertirli delle presenza di tali pericoli e della necessità di gestirne i rischi associati.
Per ciascuna classe di pericolo, il Regolamento CLP stabilisce criteri dettagliati per gli elementi grafici e i testi da inserire in etichetta: pittogrammi, avvertenze, dichiarazioni standard riguardanti il pericolo, la prevenzione, la reazione, lo stoccaggio e lo smaltimento.
A livello generale, il Regolamento CLP prescrive che:

  • Le etichette siano disposte saldamente su una o più facce dell’imballaggio che contiene direttamente la sostanza o la miscela;
  • Le etichette siano leggibili orizzontalmente quando il collo è disposto in modo normale;
  • Gli elementi grafici dell’etichetta e in particolare i pittogrammi di pericolo siano chiaramente distinguibili dallo sfondo;
  • Tutti gli elementi dell’etichetta abbiano una dimensione e una spaziatura tale da renderli chiaramente leggibili;
  • Non è necessario apporre fisicamente un’etichetta qualora gli elementi dell’etichetta siano chiaramente riportati sull’imballaggio.

Questi sono gli elementi da inserire in un’etichetta di pericolo secondo il Regolamento CLP:

  1. Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore o dei fornitori;
  2. Quantità nominale della sostanza o della miscela contenuta nel collo, se la quantità non è indicata altrove nel collo;
  3. Identificatori del prodotto;
  4. Se necessario, pittogramma: è il simbolo che designa il tipo di pericolo e deve essere racchiuso in un rombo con cornice rossa su sfondo bianco;
  5. Se necessario, avvertenza: indica la gravità del pericolo – “attenzione” per le categorie di pericolo meno gravi e “pericolo” per quelle più gravi;
  6. Se necessario, indicazioni di pericolo: si tratta delle cosiddette frasi H, ovvero gli Hazard statements, che descrivono la natura del pericolo connesso alle sostanze o miscele;
  7. Se necessario, consigli di prudenza: sono le cosiddette frasi P, ovvero i Precautionary statements, che indicano le misure raccomandate per prevenire o minimizzare gli effetti dannosi delle sostanze o miscele;
  8. Se necessario, informazioni supplementari.

Per i dettagli con i quali deve essere realizzata ogni etichetta, consigliamo la lettura della Guida all’etichettatura e all’imballaggio a norma del Regolamento (CE) n° 1272/2008 dell’ECHA.

Come si notifica una sostanza nell’inventario C&L ECHA?
Il Regolamento CLP, all’art. 40, impone che “ogni fabbricante o importatore, o gruppo di fabbricanti o importatori (‘il notificante’), che immette sul mercato una sostanza di cui all’art. 39 notifica all’agenzia le informazioni […] affinché siano incluse nell’inventario di cui all’art. 42”.
La notifica deve avvenire per mezzo dell’inventario di classificazione ed etichettatura (C&L) sul sito web dell’ECHA: una banca dati online che contiene tutte le informazioni fornite da fabbricanti e importatori sulla classificazione e l’etichettatura delle sostanze notificate e registrate, nonché l’elenco delle classificazioni armonizzate, per il mercato europeo.
Chiunque intenda immettere sul mercato europeo sostanze o miscele che rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento CLP, entro un mese dall’immissione sul mercato (ovvero, per gli importatori, dall’immissione sul territorio doganale dell’Unione) devono notificarlo su questo apposito inventario. Non deve essere notifica la miscela, ma le singole sostanze pericolose in essa contenute e che la rendono tale.
La procedura di registrazione è gratuita: una volta conclusa, ECHA provvede a pubblicare le informazioni relative alla sostanza pericolosa per le quali non è stata richiesta la riservatezza da parte del fabbricante o dell’importatore.

Regolamento CLP e ispezioni in azienda

In Italia, il piano di controlli, la sorveglianza e il sistema sanzionatorio relativo alle disposizioni contenute nel Regolamento CLP sono definiti nel D.Lgs. 186/2011.
In questo articolo, abbiamo visto nel dettaglio che cosa è sottoposto a verifica e che cosa è necessario fare per prevenire rischi e sanzioni.

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