Medi impianti di combustione: come adeguarsi alle nuove regole?

Reading Time: 2 min.

Chi gestisce un impianto di combustione in azienda, si trova ad affrontare quotidianamente una serie di problematiche importanti, prima fra tutte il controllo delle emissioni inquinanti. Proprio su questa tematica, e sulla definizione stessa di “medio impianto di combustione”, è intervenuto di recente l’ente legislatore, per adeguare la normativa nazionale al dettame europeo.
Stiamo parlando del D.Lgs. n° 183/2017, che ha modificato la Parte V del D.Lgs. n° 152/2006: viene così recepita la Direttiva UE 2015/2193, relativa alla limitazione delle emissioni in atmosfera degli inquinanti originati da medi impianti di combustione.

 

Novità per quali impianti?

La nuova normativa riguarda una categoria specifica di sistemi, cioè i medi impianti di combustione, e ne ridefinisce in questo modo le caratteristiche:

  • potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50 MW;
  • sono inclusi i motori e le turbine a gas alimentati con combustibili previsti in Allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse rifiuto previste dall’allegato II alla Parte Quinta del D.Lgs. n° 152/2006.

 

Quali impianti NON sono coinvolti?

Le modifiche alla normativa apportate D.Lgs. n° 183/2017 non riguardano:

  • gli impianti di combustione i cui gas sono impiegati per il riscaldamento diretto, l’essiccazione o qualsiasi trattamento di oggetti o materiali;
  • gli impianti di post-combustione per la depurazione di effluenti gassosi;
  • i dispositivi di propulsione di veicoli, navi o aeromobili;
  • motori a gas e diesel e turbine a gas operativi piattaforme off-shore;
  • gli impianti in uso per riscaldamento a gas diretto di spazi interni per migliorare le condizioni degli ambienti di lavoro;
  • i dispositivi di rigenerazione dei catalizzatori di cracking catalitico;
  • i dispositivi di conversione del solfuro di idrogeno in zolfo;
  • i reattori dell’industria chimica;
  • i forni per il coke;
  • i cowpers di altoforni;
  • i forni di cremazione;
  • gli impianti di raffineria per la produzione di energia;
  • le caldaie di recupero per la lavorazione della pasta di legno;
  • gli impianti di combustione di macchine mobili non stradali;
  • gli impianti di incenerimento o co-incenerimento.

 

Medi impianti di combustione: quali sono le principali novità?

Il D.Lgs. n° 183/2017 modifica i Titoli I, II e III della Parte V del D.Lgs. n° 152/2006, introducendo importanti novità per i medi impianti di combustione:

  • obbligo di autorizzazione per i medi impianti di combustione di potenza pari o superiore a 1MW;
  • introduzione di nuove soglie di potenza termica nominale per alcune tipologie specifiche di impianti e combustibili;
  • adeguamento dei valori limite di emissione pari a quelli dell’Allegato I Parte III entro i limiti di tempo prescritti;
  • introduzione di nuovi parametri nella presentazione della domanda di adesione all’Autorizzazione Unica Ambientale (AIA);
  • introduzione della possibilità di prevedere, all’atto autorizzativo, misure di prevenzione e limitazione relativamente alle emissioni odorigene.

 

Medi impianti di combustione: entro quali termini adeguarsi?

Per mettersi in regola secondo le direttive del D.Lgs. n° 183/2017, i gestori di medi impianti esistenti hanno tempo per presentare le richieste di autorizzazione fino al:

  • 1° gennaio 2023, per gli impianti con potenza superiore a 5 MW;
  • 1° gennaio 2028, per gli impianti con potenza superiore a 1 MW e pari o inferiore a 5 MW.

Se anche tu, nella tua azienda, ti occupi della gestione delle problematiche e degli adempimenti relativi agli impianti di combustione e hai bisogno di supporto, i nostri esperti sono sempre a tua disposizione: contattali allo 0583 40011 o scrivendo a ambiente@ecolstudio.com

Ti è stato utile questo articolo?

Clicca su una stella e vota l'articolo!

Voto medio 0 / 5. Risultato: 0

Questo articolo non è ancora stato votato. Votalo per primo!