Gestione forestale sostenibile: certificazioni e Due Diligence

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Con l’espressione Gestione Forestale Sostenibile (GFS) si intendono una serie di azioni volontarie finalizzate alla promozione di una conduzione responsabile e sostenibile delle risorse forestali e dei materiali derivati quali legno e carta, alla lotta e alla prevenzione dalle pratiche illegali e allo sviluppo della Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR – Corporate Social Responsibility).

Gestione Forestale Sostenibile: che cosa significa?

La Gestione Forestale Sostenibile consiste in un sistema di certificazione volontaria che attesta il rispetto di determinati requisititi in termini di tutela ambientale, equità sociale ed efficienza economica tanto nella gestione di un territorio boschivo quanto nella catena di custodia dei materiali e dei prodotti derivanti.

Per le imprese dei settori del legno e della carta, tutto ciò su traduce nell’approvvigionamento di materie prime certificate e nel mantenimento di un sistema di “dovuta diligenza” ai sensi dell’European Timber Regulation (EUTR). Si tratta di due diversi aspetti, profondamente connessi ed entrambi fondamentali alla “sostenibilità” di queste filiere, ma non strettamente dipendenti l’uno dall’altro.

Sostenibilità e marketing

Prima di capire qualcosa in più del rapporto tra certificazioni forestali e sistema di Due Diligence, rispondiamo a una domanda solo all’apparenza banale: perché adottare una certificazione forestale?

Aderire a un sistema certificato di Gestione Forestale Sostenibile apporta immediati benefici alle aziende, poiché consente di dimostrare in modo inequivocabile e incontestabile il proprio impegno concreto in termini di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Si traduce, quindi, non soltanto in strumento di conformità a determinate norme ma anche in potente strumento di marketing a disposizione delle imprese della filiera del legno e della carta.

È stato, infatti, dimostrato come materiali certificati garantiscano non tanto la possibilità di essere commercializzati a prezzi maggiori rispetto a quelli non certificati, ma di accedere a più ampie fette di mercato: legno e carta certificati si vendono più facilmente, in quantitativi maggiori e in più Paesi.
Le certificazioni forestali sono un valore riconosciuto da operatori e consumatori e oggi, al crescere dell’importanza dei KPI di sostenibilità anche ai fini della cosiddetta “finanza verde”, permettono di essere più resilienti e competitivi sul mercato globale.

Certificazioni forestali volontarie

Le certificazioni internazionali che attestano una Gestione Forestale Sostenibile sono due:

La certificazione FSC

Il Forest Stewardship Council (FSC) è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro fondata nel 1993 per garantire una corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati. Basata sullo standard FSC-STD-40-004, la certificazione FSC agisce sui tre i livelli canonici di “sostenibilità” in questo modo:

  • Ambientale: garantisce che i prodotti del bosco siano coltivati, raccolti e gestiti nel rispetto della biodiversità e dei processi ecologici dei contesti di origine;
  • Sociale: assicura che la gestione forestale rispetti la popolazione locale e la società in generale apportando benefici a lungo termine;
  • Economica: permette alle operazioni forestali di essere redditizie generando profitto nel rispetto delle risorse forestali, degli ecosistemi e delle comunità coinvolte.

In Italia le aziende aderenti allo standard FSC sono circa 1.700 per quasi 55.000 ettari di boschi certificati.

FSC certifica la Catena di Custodia (CoC – Chain of Custody) ovvero garantisce la tracciabilità dei materiali e dei prodotti provenienti da foreste gestite in modo sostenibile. Tutte le imprese che acquisiscono la proprietà legale di un materiale certificato FSC e intendono commercializzarlo come tale sono, quindi, tenute alla certificazione della CoC, incluse le attività di vendita al dettaglio e anche in assenza del possesso fisico del prodotto da commercializzare.
Grazie alla certificazione FSC, un’impresa garantisce al proprio mercato la provenienza dei materiali in legno o carta di cui si compongono i suoi prodotti, dimostrando in modo concreto e trasparente il proprio contributo per la sostenibilità.

La certificazione PEFC

Il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC) è la più grande organizzazione internazionale non governativa di certificazione forestale, una vera e propria “alleanza globale” di sistemi nazionali di gestione forestale sostenibile.
Al pari della precedente, si basa su sistema volontario di certificazione di CoC.
In Italia è stata recentemente pubblicata la versione 1002:2020 dello standard di riferimento PEFC, che aggiorna la precedente norma del 2013: il periodo di transizione termina il 14 febbraio 2022 ed entro il 14 febbraio 2023 tutte le entità certificate PEFC dovranno aderire al nuovo standard.

A oggi, nel nostro Paese gli ettari di bosco certificati PEFC sono circa 882.000 e rappresentano circa il 10% della superficie forestale nazionale. Diversamente da FSC, questo sistema di certificazione è adatto anche alle proprietà forestali di piccole dimensioni e quindi più facilmente implementabile in Italia rispetto al precedente.

Gestione forestale sostenibile e Timber Regulation

Come abbiamo visto in questo articolo, l’European Timber Regulation (EUTR) si rivolge alle imprese che introducono sul mercato comunitario materiali a base di fibra di legno e derivati, inclusi carta e polpa di carta, vietando l’immissione e il commercio di prodotti di origine illegale e prescrivendo l’adozione di un sistema di “dovuta diligenza” (Due Diligence).
L’EUTR condivide quindi, in parte, le finalità delle certificazioni di gestione forestale sostenibile ma, a oggi, non prevede alcuno schema di certificazione volontaria come green lane: in altre parole, le certificazioni forestali non garantiscono la conformità all’EUTR né viceversa. Sebbene “sulla carta” non vi sia corrispondenza, de facto le certificazioni FSC e PEFC rappresentano un utile strumento in fase di implementazione di un sistema di “dovuta diligenza”.

European Timber Regulation

Due Diligence e certificazioni forestali: un aiuto reciproco

La Due Diligence ai sensi del “Regolamento Legno” europeo prevede, infatti, l’adozione di una serie di misure per rendere trasparente la filiera dei prodotti forestali, ai fini di ottenerne la massima tracciabilità nel momento in cui entrano nel mercato comunitario. In tale ottica, l’EUTR riconosce l’importanza delle certificazioni forestali in quanto strumento per ridurre al minimo il rischio di trasformare e commercializzare materiali di provenienza illegale.

Dunque, sebbene l’adozione a tali standard non rappresenti una condizione immediata di conformità all’EUTR, consente di prepararsi al meglio in caso di eventuali controlli da parte delle autorità competenti. L’implementazione e il mantenimento di queste certificazioni, infatti, richiede una gestione documentale che è (anche) conforme a quanto richiesto dal Regolamento 2010/995/UE.
Oltre alla condivisione di finalità, infatti, di recente tanto FSC quanto PEFC hanno allineato i propri standard di catena di custodia ai requisiti di legalità EUTR, facilitando così il riconoscimento per gli operatori aderenti al proprio sistema di certificazione.

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