Gestire i rifiuti nell’emergenza coronavirus: le linee guida della Commissione Europea

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Con le linee guida Waste management in the context of the coronavirus crisis, la Commissione Europea fornisce indicazioni utili per tutti i Paesi membri nella gestione dei rifiuti urbani e sanitari durante l’emergenza coronavirus. Si tratta di un documento di estrema importanza: ogni anno, in Europa, un cittadino produce mediamente 500 kg di rifiuti urbani. Assicurare lo svolgimento di tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti, significa non soltanto garantire la salute e la sicurezza delle persone e dell’ambiente, ma anche tutelare un comparto economico strategico.

Queste linee guida, frutto di un confronto tra l’ECDC, l’European Centre of Desease Prevention and Control, degli esperti e delle parti interessate nella gestione dei rifiuti in tutta Europa, si pongono i seguenti obiettivi:

  1. Assicurare un elevato livello della tutela della salute umana e ambientale;
  2. Non compromettere il raggiungimento degli obiettivi di economia circolare;
  3. Prevenire e ridurre il rischio di interruzione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti durante la crisi sanitaria.

 

I rifiuti urbani trasmettono il virus?

Secondo l’ECDC, non ci sono prove per poter affermare che i rifiuti urbani contribuiscano a diffondere il virus SARS-CoV-2. Allo stesso modo, le consuete operazioni di gestione sono da ritenersi sufficientemente sicure in termini di prevenzione.
Questo significa che, anche durante l’emergenza Coronavirus, il primo obiettivo deve essere quello di garantire la continuità dei servizi di raccolta e gestione dei rifiuti urbani, inclusa la raccolta differenziata e il riciclo. È infatti fondamentale evitare che gli impianti vadano in sovraccarico, causando ulteriori rischi tanto per le persone quanto per l’ambiente.

 

La raccolta differenziata si ferma?

La raccolta differenziata non deve fermarsi. I cittadini sono chiamati a non interrompere le proprie virtuose abitudini consolidate negli anni, continuando a differenziare correttamente i vari materiali anche durante l’emergenza coronavirus.
Oltre a contribuire allo sviluppo economico, a evitare che gli impianti si trovino impreparati a gestire quantitativi anomali di sezione indifferenziata e, dunque, prevenendo anche il rincaro della quota da corrispondere ai servizi comunali, separare i rifiuti permette di isolare meglio quelli potenzialmente dannosi nel contesto della pandemia.
Nei confronti di questi, per prevenire e controllare l’eventuale rischio di infezioni, occorre garantire il rispetto di una serie di misure specifiche. Vediamo quali.

 

Come gestire i rifiuti di persone contagiate?

Le linee guida della Commissione Europea suggeriscono le seguenti misure da adottare nella gestione dei rifiuti di persone contagiate o potenzialmente tali, sia che si trovino in isolamento a casa propria, sia in degenza presso strutture sanitarie:

  • Ogni paziente deve avere un sacchetto per i rifiuti individuale;
  • Fazzoletti in carta e mascherine usate da pazienti Covid-19 devono essere smaltiti immediatamente in tali sacchetti dei rifiuti;
  • Guanti e mascherine usati dal personale di assistenza a tali malati devono essere gettati in un secondo sacchetto per i rifiuti, da posizionare vicino alla porta della stanza in cui si trovano i pazienti;
  • I sacchetti dei rifiuti devono essere chiusi con cura prima della rimozione dalla stanza del paziente, devono essere smaltiti frequentemente e non devono mai essere svuotati in altri sacchetti;
  • Tutti i singoli sacchetti dei pazienti e del personale di assistenza devono essere poi raccolti insieme, in un unico sacco per la spazzatura da destinare alla raccolta indifferenziata;
  • Dopo aver maneggiato tali sacchetti, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con detergenti disinfettanti a base di alcool.

 

I rifiuti di persone contagiate sono rifiuti speciali?

No, per tali rifiuti non sono necessarie attività di raccolta tipiche dei cosiddetti “rifiuti speciali”, che ricordiamo essere quelli derivanti da attività produttive, commerciali o di servizi. I rifiuti di persone contagiate da Covid-19 o potenzialmente tali sono da considerarsi urbani.

 

Come gestire i rifiuti delle strutture sanitarie?

Le linee guida della Commissione Europea forniscono indicazioni anche sulle operazioni di pulizia degli ambienti sanitari e non sanitari potenzialmente contaminati. Il riferimento, in questo caso, è al documento specifico Disifection of environments in healthcare and non-healthcare settings potentially contaminated with SARS-CoV-2.

Se provenienti da strutture sanitarie, tali rifiuti sono da considerare come potenzialmente infetti:

  • Devono essere stoccati in appositi contenitori;
  • Devono essere smaltiti come rifiuti sanitari potenzialmente infetti;
  • Non richiedono analisi per lo smaltimento.

 

Come gestire i rifiuti da disinfezione?

Per i rifiuti generati dalle operazioni di disinfezione, si prospettano due casi:

  1. Se provenienti da strutture sanitarie, dovranno essere considerati come al caso precedente cioè come rifiuti potenzialmente infetti;
  2. Se non provenienti da tali strutture ovvero da locali non coinvolti dall’emergenza coronavirus devono essere smaltiti nel regolare flusso dei rifiuti urbani indifferenziati.

 

Misure speciali per gli operatori del settore

La Commissione Europea invita i datori di lavoro nel settore della gestione dei rifiuti a informare gli operatori sui rischi a cui possono essere esposti durante l’emergenza coronavirus. Le Linee guida suggeriscono queste buone pratiche:

  • Adattare l’organizzazione del personale per prevenire l’infezione tra i team, rispettando le distanze di sicurezza tra gli individui e riducendo al minimo il numero di lavoratori attivi in una stessa area;
  • Garantire la disponibilità e l’uso adeguato di DPI e di prodotti disinfettanti;
  • Garantire il rispetto di standard igienici più elevati, inclusi: cambi più frequenti; pulizia dei DPI e dell’abbigliamento professionale; sostituzione di guanti in caso di rottura o potenziale contaminazione; igienizzazione regolare delle strutture e delle cabine dei veicoli;
  • Garantire controlli rigorosi sull’applicazione dei protocolli riguardo le procedure con le quali si indossano e si rimuovono i DPI, evitando così il contatto accidentale e la contaminazione;
  • Se necessario, incoraggiare condizioni di lavoro specifiche per persone vulnerabili come anziani o lavoratori affetti da malattie croniche.

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