Radiazioni ionizzanti in luoghi di lavoro: le novità del D.Lgs. 101/2020

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Entrato in vigore il 27 agosto 2020, il D.Lgs. 101/2020 ha recepito la Direttiva 2013/59/EURATOM in materia di radiazioni ionizzanti introducendo nuove regole di sicurezza contro i rischi derivanti dall’esposizione a questo tipo di radiazioni e modificando, anche, il D.Lgs. 81/08.

Il testo è particolarmente dettagliato: si compone di 245 articoli e 35 allegati tecnici. Riassumiamo di seguito le principali innovazioni; data la complessità, si raccomanda un’attenta analisi dell’intero testo di legge.

Semplificando al massimo, gli ambiti di applicazione delle novità sono, essenzialmente, due:

  1. Attività che operanocon macchinari o materiali artificiali fonti di radiazioni ionizzanti: per queste, tra le principali novità segnaliamo l’obbligo di sorveglianza sanitaria e radiometrica e la riduzione dei valori limite di esposizione per i lavoratori;
  2. Attività che sono esposte naturalmente al Radon: potenzialmente rivolte a ogni tipo di organizzazione, le nuove norme mirano a prevenire e contenere l’esposizione a sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, tanto negli ambienti di vita quanto in quelli di lavoro.

Sorveglianza sanitaria (art. 134)

Tra le principali novità per le attività che operano con sorgenti di radiazioni ionizzanti – quali, ad esempio, macchine per controllo radiogeno a scopo medico –, è stato introdotto l’obbligo, per il datore di lavoro, di “provvedere ad assicurare mediante uno o piùmedici autorizzatila sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti”.

Il medico autorizzato è la vera novità di questo articolo: la sorveglianza sanitaria non è più affidata al medico competente per i lavoratori esposti di categoria B e a quello per i lavoratori esposti di categoria A, ma passa ora a un medico che deve ricevere l’abilitazione ai sensi dell’art. 138 di tale decreto.

Sorveglianza radiometrica (art. 72)

Si introduce l’obbligo per chiunque, a scopo industriale o commerciale, importi, raccolga, depositi, fonda o ricicli materiali o prodotti semilavorati metallici o prodotti in metallo, di effettuare la sorveglianza radiometrica su tali materiali per rilevare la presenza di livelli anomali di radioattività e prevenire i rischi per i lavoratori e la popolazione potenzialmente esposti, oltre che la contaminazione dell’ambiente.

Deve essere misurato il rateo di irraggiamento gamma rilevabile all’esterno di questi materiali per individuare l’eventuale presenza di sorgenti orfane o livelli anomali di radioattività, individuati secondo le norme di buona tecnica
Nel caso in cui si rilevi la presenza anomala di radiazioni, tali soggetti devono adottare le misure di contenimento previste e dare immediata comunicazione alle autorità competenti.

L’attestazione dell’avvenuta sorveglianza radiometrica, insieme all’ultima verifica di buon funzionamento dello strumento di misurazione utilizzato, deve essere rilasciata da esperti di radioprotezione di secondo o terzo grado, compresi nell’elenco di cui all’art. 129.

Esposizione dei lavoratori (art. 146)

Tra le innovazioni da sottolineare vi è la drastica riduzione dei valori limite di esposizione per i lavoratori classificati esposti a radiazioni ionizzanti: il limite di dose equivalente al cristallino passa da 150 a 20 mSv/anno.

Protezione dalle sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti (Titolo IV)

Il Titolo IV del D.Lgs. 101/2020 introduce importanti e numerose novità per quanto riguarda la protezione dall’esposizione delle sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, che può quindi riguardare tutte le organizzazioni, indipendentemente dal fatto che utilizzino o meno sorgenti artificiali di radiazioni.
In particolare segnaliamo:

  • Esposizione al radon negli ambienti di vita
  • Esposizione al radon negli ambienti di lavoro
  • Esposizione a materiali e residui di “NORM” (si veda il paragrafo successivo)
  • Esposizione a materiali da costruzione contenenti nuclidi fonte di radiazioni gamma: si tratta di un’innovazione per la normativa nazionale, riferita non ai materiali già in opera ma a quelli presenti sul mercato (elencati in allegato II), per i quali è fissato un valore di riferimento di 1 mSv/anno.
  • Esposizione a radiazione cosmica.

Radiazioni da sorgenti naturali: come monitorare e prevenire

Si riduce quindi il livello di riferimento consentito per il Radon, 300 Bq/m3, e l’obbligo di effettuare misurazioni di concentrazione non soltanto ai piani interrati ma anche ai piani terra nelle cosiddette “aree prioritarie”, che dovranno essere individuate dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.
Tali misurazioni dovranno essere effettuate ogni 8 anni, se i valori si mantengono inferiori ai 300 Bq/m3, oppure ogni 4 anni nel caso in cui i valori si rivelino maggiori della soglia massima consentita e debbano essere adottate misure specifiche di contenimento e protezione.
Tutto questo dovrà essere gestito dal nuovo “esperto di intervento di risanamento Radon”: tale figura –  un professionista con il titolo di ingegnere o architetto o geometra e formato appositamente tramite un corso di 60 ore – dovrà progettare, gestire e monitorare gli eventuali interventi necessari a ridurre la concentrazione di Radon negli ambienti.

Industrie NORM: che cosa cambia?

Di particolare rilievo, le novità introdotte per prevenire e ridurre l’esposizione a radioisotopi di origine naturale contenuti nei materiali e nei residui delle cosiddette “industrie NORM” (Naturally Occuring Radioactive Material).
Al Capo II del Titolo IV sono disciplinate tutte le “pratiche” (e non più le “attività lavorative”, si noti bene) per i quali vige adesso l’obbligo, entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto cioè entro il 27 agosto 2021, o dall’inizio della pratica, di misurare le concentrazioni di attività sia nei materiali impiegati nel ciclo produttivo sia negli scarti da questo risultanti.
Qualora il livello rilevato in tali misurazioni superasse la soglia di esenzione, dovrà essere nominato l’Esperto in radioprotezione: egli dovrà individuare e attuare gli interventi necessari al contenimento delle radiazioni ionizzanti e redigere una relazione tecnica da inserire nel documento di valutazione dei rischi ai sensi del Testo Unico sulla Sicurezza (cfr. art. 22 D.Lgs. 81/08).

Le “pratiche” che devono provvedere a tali misurazioni sono maggiori rispetto alle precedenti “attività lavorative”. Il decreto include attività prima non considerate quali i cementifici, la geotermia, gli impianti per la filtrazione di acque di falda ecc., al fine di considerare tutte le attività che comportino:

  • l’uso e lo stoccaggio di materiali con radionuclidi di origine naturale;
  • la produzione di residui o effluenti contenenti radionuclidi di origine naturale.

Attenzione ai residui “non esenti”

Si noti, infine, che i residui prodotti da “industrie NORM” vengono ora così classificati:

  1. esenti: sono i residui o effluenti per i quali è stato rilevato un valore di radiazioni ionizzanti inferiori alla soglia di esenzione e che ricadono fuori dal campo di applicazione di tale normativa. Dovranno, quindi, essere gestiti come da normale prassi, ai sensi del Testo Unico Ambientale;
  2. non esenti: sono i residui o effluenti per i quali, invece, è stato rilevato un valore superiore alla soglia di esenzione e che devono essere smaltiti in discariche autorizzate, cioè in possesso dei requisiti individuati all’art. 26 del presente decreto, e attraverso le modalità descritte nell’allegato VII.

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