GDPR. Terminato il “periodo di grazia”: via a verifiche e sanzioni

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Il 19 maggio 2009 è scaduto il cosiddetto “periodo di grazia” previsto dal Garante della Privacy dopo l’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea (GDPR).

Era stato introdotto dal decreto di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni europee, il D.Lgs. 101/2018, per permettere agli operatori di adeguare i propri sistemi di gestione dei dati personali.  Otto mesi, dunque, per adeguarsi alle nuove regole su privacy e data protection, che sono terminati il 19 maggio scorso.

Nel 2018, secondo l’Agenzia Giornalistica Italiana, le violazioni amministrative contestate dal Garante della Privacy sono state 707, le cui sanzioni riscosse ammontano a circa 8.160.000 euro: il 115% in più rispetto all’anno precedente.
Per tutto il 2019, scaduto il “periodo di grazia”, dobbiamo attenderci verifiche meno “comprensive” e sanzioni puntuali. Fino a oggi, nell’anno in corso il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza si è concentrato sul settore sanità, sugli istituti bancari, sugli enti pubblici e sull’attività di marketing di società pubbliche e private, in particolare su quelle che usano carte di fidelizzazione dei clienti.

Le sanzioni previste dal decreto attuativo possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato totale annuo se superiore.

Per non farsi trovare impreparati durante un controllo dell’autorità competente e non mettere a repentaglio i propri dati e quelli dei propri clienti, a questo link puoi leggere i consigli dei nostri esperti.

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