Diagnosi energetica: che cos’è e per chi è obbligatoria?

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Si avvicina il rinnovo della Diagnosi Energetica per le aziende. Entro il 5 dicembre 2019, come previsto dal D.lgs. 102/2014, scadono i primi 4 anni dall’entrata in vigore della normativa ed è tempo di pensare a redigere la prossima diagnosi.

 

Diagnosi Energetica: che cos’è e a chi è rivolta

Definita anche “audit energetico”, la Diagnosi Energetica è l’insieme delle indagini e delle analisi che hanno l’obiettivo di valutare in che modo viene utilizzata l’energia necessaria per il funzionamento di un edificio o di un processo. Lo scopo è quello di prevenire sprechi e criticità e individuare le migliori soluzioni in termini di efficienza e sostenibilità.
Rispetto al passato, quando l’attenzione era tutta rivolta alle industrie, oggi la diagnosi energetica interessa tutte le tipologie di edifici pubblici e privati, e si differenzia in 3 tipologie, in base alla categoria di attività o edificio di interesse:

  1. Grandi imprese e imprese “energivore”: la diagnosi energetica per questa tipologia di imprese è un adempimento obbligatorio a partire dal 5 dicembre 2015, quando è entrato in vigore il lgs. 102/2014, e coinvolge migliaia di aziende su tutto il territorio nazionale.
  2. Condomini: Per questa tipologia di edifici, inclusi quelli polifunzionali, l’indagine è associata all’obbligo di termoregolazione e contabilizzazione degli impianti di riscaldamento centralizzato. È regolamentata dalla norma UNI 10200 ed è finalizzata alla definizione delle nuove tabelle millesimali per il riscaldamento.
  3. Edifici pubblici: In questo caso, la diagnosi è finalizzata a convogliare i finanziamenti verso i migliori interventi in termini di risparmio energetico ed efficienza per scuole, ospedali, caserme e altri edifici pubblici o a uso pubblico. È resa obbligatoria dal lgs. 115/2008 in caso di interventi di ristrutturazione degli impianti termici.

 

Diagnosi Energetica Obbligatoria (DEO): quali imprese devono redigerla?

L’audit energetico serve ad analizzare come l’impresa consuma energia, per valutare se e quali interventi di riqualificazione sono necessari e diminuire i costi delle spese di gestione. Per alcune imprese, infatti, non si tratta soltanto di un obbligo di legge: la diagnosi è un’importante e concreta occasione per risparmiare, migliorando i processi di gestione dell’energia con ricadute positive anche sul proprio brand, e creando le condizioni per accedere a incentivi fiscali nazionali ed europei.

A partire dal 5 dicembre 2015, in base all’articolo 8 del D.lgs. 102/2014, queste sono le tipologie di imprese tenute a inviare la diagnosi energetica all’ENEA ogni 4 anni:

  • aziende “energivore”: si tratta delle imprese a forte consumo di energia, ovvero quelle iscritte nell’elenco annuale istituito presso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico. Ai sensi del Dm Sviluppo economico 21 dicembre 2017, a partire dal 1° gennaio 2018 accedono alle agevolazioni e quindi possono essere iscritte, le aziende che hanno un consumo medio di energia elettrica pari ad almeno 1 GWh/anno e che rispettano uno dei seguenti requisiti;
    • operano nei settori dell’Allegato 3 alle Linee guida CE (Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020);
    • operano nei settori dell’Allegato 5 alla Linee guida CE e sono caratterizzate da un intensità elettrica su VAL non inferiore al 20%;
    • non rientrano tra i precedenti ma sono ricomprese negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia redatti, per gli anni 2013 o 2014, dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA)
  • grandi imprese: sono le aziende che occupano più di 250 persone congiuntamente ad un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro od un totale di bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro. La diagnosi si rende necessaria per quelle imprese che soddisfano questi requisiti nei due esercizi precedenti l’anno in cui è richiesta. Più in generale, si considera “grande impresa” quella che non è qualificabile come PMI ai sensi del D.m. 18 aprile 2005.

 

Diagnosi Energetica Obbligatoria (DEO): quali imprese sono esonerate?

Oltre le PMI, anche le grandi imprese possono essere esonerate dall’obbligo di Diagnosi Energetica (ma non esonerate dalla presentazione) qualora rispettino queste condizioni:

  • seguono il sistema di ecogestione ed audit EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), che consiste in un sistema a adesione volontaria mirato a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale;
  • il proprio Sistema di Gestione dell’Energia è certificato ISO 50001;
  • il proprio Sistema di Gestione Ambientale è certificato ISO 14001.

Queste aziende, infatti, se nell’ambito del loro sistema eseguono una diagnosi che rispetta i requisiti del D.lgs 102/2014, possono adempiere all’obbligo comunicando all’ENEA l’esito della diagnosi condotta nell’ambito del proprio sistema di gestione.

 

Diagnosi Energetica Obbligatoria (DEO): come e quando farla?

La Diagnosi Energetica può essere schematizzata in quattro fasi:

  1. Analisi preliminare dei consumi: si prende visione di bollette e contratti, schede tecniche degli impianti, tipologia di utilizzo dell’edificio, ovvero di tutti quei dati che servono a definire il quadro complessivo dei consumi dell’impresa;
  2. Sopralluogo: si rilevano le misure e le caratteristiche degli edifici e quelle degli impianti; monitorando i consumi, si inseriscono i dati ottenuti in modelli informatici;
  3. Valutazione dei risultati: attraverso software di simulazione dinamica, si valutano i risultati ottenuti nella fase precedente;
  4. Sintesi: si riuniscono i risultati e se ne deducono le conclusioni, proponendo azioni mirate di riqualificazione che siano il più vantaggiose possibile per l’azienda dal punto di vista sia tecnico sia economico.

Per ottenere il massimo risultato da una diagnosi energetica, è sempre consigliabile adottare un sistema di misurazione e monitoraggio dei consumi della propria azienda in tempo reale, come previsto dalla norma ISO 50001.

Una Diagnosi Energetica non è un semplice Attestato di Prestazione Energetica: occorre rivolgersi a soggetti esperti e qualificati da enti certificatori gestiti e controllati da Accredia, CTI, ENEA, come previsto dall’articolo 8 del D.Lgs. 102/2014. A partire dal 5 dicembre 2015, il termine entro cui occorre comunicare la Diagnosi ad Enea ricorre ogni 4 anni: ci avviciniamo dunque alla prima scadenza dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo, il 5 dicembre 2019.
Per le nuove grandi imprese, il primo termine di consegna decorre alla fine del terzo anno di attività ovvero del periodo entro il quale rientrano a pieno titolo nella definizione di “grande azienda.

 

Diagnosi Energetica Obbligatoria (DEO): quali sanzioni sono previste?

Le sanzioni per gli inadempienti sono stabilite dall’articolo 16 del D.Lgs. 102/2014, con un’ammenda tra i 4.000 e i 40.000 euro. Nel caso di Diagnosi pervenuta all’ENEA incompleta o non conforme alle prescrizioni, sarà applicata una sanzione tra i 2.000 e i 20.000 euro.
Se riceviamo una lettera da parte dell’ENEA in cui si dice che l’ente di controllo non ha ricevuto la Diagnosi come stabilito dal D.Lgs. 102/2014, abbiamo 5 giorni di tempo per caricare il documento nel portale di ENEA; se entro tale termine non adempiamo all’obbligo, saremo soggetti a sanzione da 4.000 a 40.000 euro, restando ferma la prescrizione di presentare la Diagnosi.

 

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Ecol Studio, con il suo personale Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) qualificato secondo la norma UNI CEI 11339 ,  può supportarti in tutte le fasi necessarie a ottenere una Diagnosi Energetica e a progettare i sistemi di gestione più adatti alla tua azienda in conformità alla nuova UNI CEI EN ISO 50001:2018: dall’approfondimento dei flussi energetici nella tua realtà aziendale, alla definizione degli interventi per l’ottimizzazione dei consumi e il risparmio energetico.

A questo link puoi restare aggiornato sugli incentivi che il Ministero dello Sviluppo Economico mette periodicamente a disposizione delle imprese per la redazione delle diagnosi energetiche e l’implementazione dei sistemi di gestione ISO 50001.
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